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del Comune di Osimo
Poiché il fine ultimo dell’ippoterapia è quello di rieducare ed alleviare i problemi
insiti nella menomazione perché tutti, fisici, mentali o sensoriali, possano
trarre benefici dalla rieducazione in ambiente equestre ed inserirsi meglio
socialmente, è ovvio che garantire la continuità dell’intervento è condizione sine qua non ogni progetto ippoterapico
è destinato a fallire. Da qui la necessità di un maneggio
coperto, quale struttura imprescindibile per la realizzazione di un progetto di
rieducazione equestre coerente ed efficace.
Altro aspetto da prendere in
considerazione è il cavallo ed il suo movimento.
La regolarità e la tipologia del
movimento che il cavallo riesce a trasmettere all’utente
è la base della rieducazione equestre. Ne discende l’importanza di avere a
disposizione cavalli che rispondano a certe
caratteristiche e il cui uso sia limitato esclusivamente all’ippoterapia.
Il ricorso a cavalli messi a
disposizione dai maneggi è soltanto un palliativo cui si ricorre per necessità contingenti. In verità tali cavalli risultano sottoposti ad una mole di lavoro che lede quelle
che sono le caratteristiche che invece interessano l’ippoterapia.
Nella maggior parte dei casi di tratta di cavalli che sommano il loro ordinario
lavoro all’interno del maneggio (passeggiate, trekking, lezioni, ecc.) con
quello legato specificamente all’ippoterapia risultando di conseguenza non sempre al massimo della
condizione fisica. Questo in certi casi rende più complessa e difficoltosa
l’azione del terapista.
All’interno di una struttura ippica
classica, cioè un maneggio nel senso tradizionale del
termine, si innesca poi una serie di problematiche collegate alla non sempre
facile convivenza con i clienti del circolo ippico, proprietari di cavalli e
quindi di diritto esigenti circa l’utilizzo dei campi per il lavoro in piano.
Si tratta inoltre di persone normodotate e con
padronanza del cavallo, il che a volte li rende “distratti” rispetto alla
presenza di soggetti che invece con il cavallo stanno con difficoltà cercando
di costruire un rapporto.
Ultimo aspetto su cui porre l’accento
è l’importanza di creare un ambiente in cui sia
possibile svolgere tutta una serie di attività collaterali ed integrative
rispetto alla classica seduta di ippoterapia che sono
fondamentali nella realizzazione di un progetto che si pone come obiettivo non
solo quello di rafforzare l’autonomia fisica, ma anche raggiungere quell'integrità psico-fisica globale, necessaria ad ogni
individuo per essere riconosciuto dall'altro come tale.
Tutte queste considerazioni hanno
determinato la nascita del Centro Nevada in quanto
dotato di tutti gli ambienti necessari e di una dislocazione degli stessi che
consente l’attuazione di un progetto di rieducazione equestre pienamente
rispondente alle caratteristiche sopra descritte.
Si tratta di una struttura collocata
in collina e immersa nel verde della campagna osimana,
dotata di ben tre campi: uno coperto di 20 x 40 metri
e due all’aperto di 40 x 60 metri.
Il maneggio coperto è indispensabile
per poter svolgere la rieducazione equestre perché consente di garantire
continuità all’attività svolta anche durante il periodo invernale.
Il centro è poi fornito di un
capannone in cui sono collocati i box per il ricovero dei cavalli. Anche in questo caso il fatto che vi sia una copertura è
fondamentale perché consente di svolgere con i ragazzi delle attività
integrative come ad esempio la pulizia del cavallo o la cura dei finimenti
anche in caso di maltempo.
L’Associazione dispone quindi di una Club House, ossia una sala da utilizzare per le riunioni
e per le attività con i ragazzi.
Attualmente il centro dispone di un solo cavallo
destinato alla rieducazione equestre. Ci siamo già attivati comunque
per reperirne un altro, perché riteniamo che la disponibilità di almeno due
cavalli fornisca quella garanzia di continuità che è per noi fondamentale.